Il Signore se ne occuperà

797 Il Signore se ne prenderà curaAbramo si trovò di fronte a una grande sfida quando gli fu comandato: «Prendi tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio, che ami, e va' nel paese di Moria e offrilo là in olocausto su un monte che io ti indicherò». (1. Mose 22,2).

Il cammino di fede di Abramo, culminato nel sacrificio di suo figlio, fu caratterizzato da profonda lealtà e fiducia in Dio. La preparazione, il viaggio e il momento in cui Abramo si apprestava a compiere il sacrificio si conclusero bruscamente quando intervenne l'angelo del Signore. Egli trovò un ariete impigliato per le corna in un cespuglio e lo offrì in olocausto al posto di suo figlio. Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvederà", tanto che ancora oggi si dice: "Sul monte il Signore provvederà". (1. Mose 22,14).

Abramo era risoluto e irradiava una fede incrollabile: «Con tale fiducia, messo alla prova da Dio, Abramo offrì in sacrificio suo figlio Isacco, pronto a dare il suo unico figlio, sebbene Dio gli avesse promesso: “Da Isacco avrai una discendenza”. Abramo infatti credeva fermamente che Dio potesse risuscitare i morti. Perciò ricevette in dono suo figlio vivo, come prefigurazione della futura risurrezione». (Hebr 11,17-19).

Gesù disse: «Abramo, vostro padre, si rallegrò di vedere il mio giorno; lo vide e ne gioì». (Joh 8,56)Queste parole sottolineano che la prova di fede di Abramo fu un segno di eventi futuri, di ciò che un giorno sarebbe accaduto tra Dio Padre e Suo Figlio.

A differenza di Isacco, per il quale fu provveduto un ariete, per Gesù non c'era altra via. In profonda preghiera nel Getsemani, accettò l'imminente cammino della sofferenza con queste parole: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua". (Lk 22,42).

Esistono numerosi parallelismi tra i due sacrifici, ma il sacrificio di Gesù è incomparabilmente più alto nel suo significato e nella sua portata. Il ritorno di Abramo e Isacco, accompagnati dai servi e dall'asino, per quanto gioioso sia stato, non può essere paragonato all'apparizione trionfante di Gesù davanti a Maria presso il sepolcro aperto, dove ha vinto la morte.

L'ariete che Dio fornì ad Abramo era più di un semplice animale per l'olocausto; era una prefigurazione del sacrificio supremo che Gesù Cristo avrebbe compiuto. Proprio come l'ariete giunse nel momento e nel luogo precisi per sostituire Isacco, così Gesù venne al mondo quando i tempi erano maturi per redimerci: "Ma quando giunse la pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, affinché ricevessimo l'adozione a figli". (Gal 4,4-5).

Cresciamo insieme in questa fiducia e celebriamo la straordinaria speranza che abbiamo attraverso Gesù Cristo.

di Maggie Mitchell


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